Giorni fa a Milano è successo che un associazione che si occupa di racket ed estorsioni da anni è stata portata allo scioglimento.
Il motivo? Le troppe e continue minacce che hanno subito perchè per la criminalità organizzata loro sono un sassolino scomodo. Il continuo attirare attenzione su questo problema, le continue denunce dell’associazione che grazie ad esse hanno aperto numerose indagini, ha suscitato interesse da parte dell’opinione pubblica tant’è che i risultati incoraggianti che queste persone normalissime avevano ottenuto erano all’ordine del giorno. Per molti commercianti asfissiati dalla morsa della criminalità, loro erano diventati un ancora di salvataggio. Un ennesima battaglia persa però. Perchè come al solito la “signora” sindaco della città meneghina non ha minimamente accolto l’allarme lanciato dall’associazione. Anzi come dimostrano le dichiarazione rese dal presidente dell’associazione “Sos Racket” lo scioglimento non è dovuto al fatto che nell’ultimo mese hanno incendiato un loro mezzo, messo una bomba in un chiosco di loro proprietà oppure sparato colpi contro la saracinesca dei loro locali. Questi è dovuto al fatto che sono stati lasciati totalmente soli dalle istituzioni. Nessuno della città milanese ha mosso un dito per proteggere il meraviglioso lavoro che hanno fatto.
Eppure qualche mese fa durante le presentazione della campagna di tesseramento di un noto partito politico italiano, il sindaco della città lombarda aveva affermato che Milano era una città sicura che la criminalità organizzata non era presente li come in altri capoluoghi. E tutto quello che è successo come lo chiama? Casualità?
Bè ma Milano in quesi giorni non è solo famosa per questo episodio.
Ce n’è un altro che va raccontato.
Una signora, compagna di uno dei tanti soldati della ‘ndrangheta da qualche mese si era ribellata e aveva deciso di collaborare con la magistratura e a quanto sembra le sue rivelazioni avevano aiutato gli inquirenti a capire come operasse una delle tante cosche della più potente organizzazione criminale in Europa.
Da qualche giorno però di questa signora non si hanno più tracce. Alcuni organi di stampa hanno dato la notizia come se fosse accaduto l’ennesimo raptus di gelosia finito in tragedia perchè naturalmente ad ucciderla o comunque a commettere un fatto che sarà verificabile solo dopo aver ritrovato il corpo, ammesso che lo si trovi, sia stato il coniuge e non l’affiliato al clan.
Non è tutto però perchè questa donna per un banale errore dovuto ad un episodio contraddittorio non è stata ammessa al programma di protezione previsto dalla legge per i collaboratori di giustizia.
E ora? Ora tutte le dichiarazioni rese non serviranno più a nulla perchè il teste è passata molto probabilmente a miglior vita.
Intanto però a Palermo qualcuno inizia a raccontare un sacco di cose molto spiacevoli al processo in cui sono indagati due alti ufficiali del reparto operativo dei carabinieri.
A Milano la notizia non viene presa bene tant’è che per correre ai ripari vengono sostituite diverse figure che fanno parte dei servizi segreti e degli organi che li controllano con militari “più affidabili” diciamo ed in linea con quello che è il pensiero di governo.
Della notizia nessuno parla ma intanto in Italia accade anche questo. D’altronde oggi è bene parlare soprattutto dei reality show e del prossimo matrimonio vip che ci sarà questo fine settimana ma sulle cose serie è meglio tacere oppure al massimo si concedono 8 secondi ad una dichiarazione. Come per dire io l’ho mandato in onda, chi ha avuto la fortuna l’ha visto chi no mi dispiace. Ultimamente sul tg della prima rete nazionale stanno accadendo cose strane. Già ma qual’è ultimamente la prima rete nazionale?
Intanto però continua il sexy-gate in Italia. Questa volta è toccato a Bologna e al suo ormai ex sindaco combinarla grossa.
Pronte le dimissioni e il commissariamento fino alle elezioni del 2011 dopo il secco rifiuto di candidatura dell’ex primo ministro italiano.
Domani però a quanto pare sarà un giorno molto importante perchè tutta la famiglia del presidente del consiglio sarà insieme per un pranzo. Non accadeva da molto. Naturalmente i media hanno fatto quasi a cazzotti tra chi dovesse essere il primo a dare questa incredibile notizia.
Non è stato cosi però per i quanti sono ancora sopra i tetti o dentro le aziende che non pagano loro gli stipendi e che non si sa quando potranno tornare a casa e fare finalmente un pranzo con la loro di famiglia.
In questi giorni si parla molto della grande industria italiana non volendo tralasciare la situazione scandalasa di alcune società che si occupano di call center. Ebbene se questa azienda non vuole più produrre a Termini Imerese può farlo. I lavoratori? Perderanno il posto di lavoro come tante altre persone. L’errore sta a monte, ovvero a come ci si è arrivati a questa situazione. Perchè l’amministratore delegato di questa grande azienda è una persona in gamba che sta cercando di ristrutturare un’azienda che per anni è stata un colabrodo. Dove tutti hanno fatto entrare parenti e amici a costo di un voto politico. E’ stato cosi per la compagnia aerea di bandiera ed è cosi anche qui.
E i lavoratori? Loro come sempre sono la parte debole di questa vicenda perchè nessuno si è mai preoccupato di loro e delle loro famiglie anzi solo durante la campagna elettorale ci si preoccupa di queste persone.
Un problema che è stato sottovalutato è il perchè questo benedetto impianto produttivo situato al sud non è in grado di generare profitti? Perchè gli ordinativi ci sono. E qual’è il problema allora? Da dove provengono i grandi costi? Dalla logistica. Perchè il governo non è stato in grado di fornire degli strumenti adeguati a sostituire il trasporto su gomma che è il costo principale che ha quest’azienda. Inoltre c’è sempre il discorso del racket che si è fatto sempre più forte e dell’associazione criminale campana per eccellenza che controlla i camion del trasporto logistico. Ma questi elementi perchè non vengono fuori? Perchè no, è meglio licenziare migliaia di operai e dire che l’azienda sta andando male e che quel sito è non è produttivo.
Che “fortuna” anche quest’altra situazione è stata insabbiata.